- Luglio 19, 2026
In sella a uno scooter affittato, io e il mio ragazzo abbiamo girovagato tra i paesaggi fluviali di Ninh Binh, scoprendo templi nascosti e ammirando profili montuosi da togliere il fiato. La verità? Non avrei potuto essere più felice.
Le tre settimane trascorse in Vietnam sono state un’esperienza incredibile e, in questa guida, vorrei aiutarti a farti un’idea concreta di cosa vedere, partendo dalle tappe che ho scelto io. Anche perché il Vietnam è un Paese enorme, ricco di contrasti, dove splendidi tesori naturali convivono con la vitalità travolgente delle giungle urbane.
La grande domanda che si pongono tutti i viaggiatori (e che mi sono posta anche io in fase di pianificazione) è proprio questa: cosa vedere in Vietnam? In un solo viaggio puoi passare dal caos magnetico delle città, invase da milioni di motorini sfreccianti, alla pace assoluta di imponenti formazioni carsiche e risaie verdeggianti. Se a tutto questo aggiungi una cultura gastronomica straordinaria, capirai perché è la destinazione perfetta da sognare e pianificare.
Da Hanoi fino a Saigon (Ho Chi Minh City), ecco cosa vedere in Vietnam nelle tappe del mio primo viaggio.
In questa guida troverai
RISORSE UTILI PER ORGANIZZARE IL VIAGGIO:
- Trasporti interni: per confrontare e prenotare treni, minivan e bus notturni in anticipo mi affido a 12Go;
- Alloggi: per trovare le strutture migliori nelle varie tappe mi sono affidata principalmente a Booking;
- Tour e biglietti: per le escursioni guidate e i biglietti salta-coda ho usato GetYourGuide.
Ciao, sono Elena Usai!
Sono una travel blogger e content creator sarda e ti aiuto a scoprire l’Italia, l’Europa e il mondo con calma e autenticità. Mi piace raccontare i luoghi in modo diverso, andando oltre la semplice lista di cosa fare e cosa vedere.
Cosa vedere in Vietnam, quello che ho amato di più (e perché)
Il Vietnam abbraccia un’ampia varietà di paesaggi lungo i suoi circa 1650 km e scrivere una lista oggettiva su cosa vedere sarebbe, oltre che impossibile, probabilmente inutile. Il viaggio perfetto per me potrebbe non esserlo per te. Quello che posso fare, però, è raccontarti quali sono le tappe che ho fatto personalmente, quelle che ho amato di più e quelle che, invece, non rifarei o farei in modo diverso.
Ninh Binh, dove girare in scooter tra le risaie scoprendo templi nascosti. Qui è stata la libertà di improvvisare, più che il singolo luogo, a renderla la mia tappa preferita.
Sapa, al confine con la Cina, ideale per fare escursioni tra le risaie e conoscere le tribù montane con sullo sfondo vette montuose avvolte dalla nebbia.
La crociera a Lan Ha Bay, meno affollata della più famosa baia di Ha Long, su una nave che sembrava uscita da un sogno indocinese (o da un libro di Marguerite Duras).
Hanoi, dove ho amato uscire presto la mattina insieme alla mia macchina fotografica per cogliere il caos tra luci e ombre, e Ho Chi Minh City, con la sua vita brulicante e le architetture coloniali.
E poi ancora, la vita quotidiana dei mercati galleggianti del Delta del Mekong e l’emozione di incontrare le douc dalle gambe rosse a Da Nang, una delle scimmie più rare, colorate e affascinanti del Sud-Est asiatico.
Quanti giorni servono per visitare il Vietnam?
Per visitare il Vietnam con calma, senza sentirti sempre di corsa, ti consiglio almeno 15 giorni: è il tempo minimo per coprire una selezione di tappe tra nord, centro e sud senza passare più tempo in spostamento che in visita. Io ho scelto di dedicargli tre settimane spostandomi soprattutto via terra.
Personalmente, ho dedicato più o meno una settimana a ogni zona, trascorrendo più giorni in una sola tappa (per esempio, 4 giorni a Ninh Binh, 3 giorni ad Hanoi o 3 giorni a Da Nang, dove siamo stati colpiti da forti piogge e non potevamo spostarci).
Se hai meno tempo a disposizione, 10-12 giorni ti permettono comunque di vedere il meglio del Paese, ma dovrai scegliere se concentrarti sul nord o sul sud invece di coprire tutte le macro-regioni.
Cosa vedere nel Vietnam del nord
Cosa vedere nel Vietnam del nord se non Hanoi? Certo, con il suo Quartiere Vecchio, l’architettura coloniale e i numerosi templi è una tappa imprescindibile del viaggio.
Ma, oltre la capitale, si aprono paesaggi composti da fiumi, villaggi abitati da minoranze etniche, pagode e baie naturali nominate Patrimonio UNESCO.
Queste sono le tappe che ho inserito nel mio viaggio.
Hanoi, cosa vedere
Hanoi è caos, storia e spiritualità che convivono nello stesso isolato ed è impossibile raccontarla in poche righe: per questo le ho dedicato una guida a parte. Qui ti lascio le tappe che mi hanno colpita di più.
L’affaccendato Quartiere Vecchio è il cuore pulsante della città, nato nell’XI secolo: le sue case strette e lunghissime nascondono una storia curiosa perché furono costruite così per eludere le tasse calcolate sulla larghezza della facciata.
Le vie, chiamate Hang, prendono ancora oggi il nome dall’antico mestiere che vi si praticava e restano un labirinto di bancarelle, scooter e venditori ambulanti in cui perdersi (letteralmente) è la cosa migliore da fare.
Poco distante, incastonato tra il quartiere francese e il Quartiere Vecchio, trovi il Lago Hoan Kiem, il posto giusto per un momento di respiro, soprattutto se ci arrivi la mattina presto come ho fatto io. Il nome significa “Lago della Spada Restituita”, legato a una leggenda su una tartaruga gigante, e qui troverai un pittoresco ponte rosso in legno che conduce al Tempio Ngoc Son.
Ho dedicato qualche ora anche al Complesso di Ho Chi Minh, con il Mausoleo, il Palazzo Presidenziale e la Casa su Palafitte del “Zio Ho”, e a un’esperienza che consiglio a chiunque visiti Hanoi per la prima volta: il Water Puppet Theater, uno spettacolo di marionette sull’acqua che ha oltre mille anni di storia. Per assicurarmi i posti migliori ed evitare le lunghe code in biglietteria, io ho prenotato i biglietti per lo spettacolo delle marionette su GetYourGuide.
Tra una tappa e l’altra, mi sono imbattuta anche nella Cattedrale di St. Joseph, un inaspettato frammento di Europa neogotica costruito nel 1886, e nei murales di Phung Hung, una galleria a cielo aperto di street art poco fuori dalle vie più trafficate.
Trovi tutti i dettagli pratici, come orari, biglietti, come muoverti tra una tappa e l’altra, nella mia guida completa su cosa vedere ad Hanoi.
Ninh Binh: la Ha Long Bay terrestre
Ninh Binh è stata una delle mie tappe preferite, e non solo per il giro in scooter di cui ti ho già parlato. La chiamano la “Ha Long Bay terrestre” per le sue formazioni calcaree che si ergono sulle risaie, Patrimonio UNESCO, ed è la meta perfetta per rallentare dopo il caos di Hanoi.
Il tour in barca a Trang An resta l’esperienza che consiglio a chiunque: piccole barche a remi che scivolano tra montagne carsiche e templi nascosti. Io ho scelto il percorso più lungo, che tocca anche i set cinematografici di Kong: Skull Island, se hai 2-3 ore da dedicarci, vale ogni minuto.
Se preferisci una soluzione organizzata in giornata partendo da Hanoi, puoi dare un’occhiata a questo tour guidato a Ninh Binh e Trang An su GetYourGuide.
Alla Pagoda di Bich Dong, un complesso del 1428 su più livelli della montagna, si arriva attraversando un ponte in pietra circondato da fiori di loto che sembra uscito da un quadro di Monet.
Alla Grotta di Hang Múa, invece, ci si arriva a piedi: circa 500 gradini per un panorama a 360 gradi sulla valle, con un drago di pietra a fare da guardiano sulla cima. Un consiglio pratico, però: evita di andarci al tramonto, perché l’affollamento unito alla pendenza e all’assenza di barriere rende la salita più stressante che piacevole.
Se hai tempo, non perderti anche Hoa Lu, l’antica capitale che la sera si anima di lanterne rosse e barchette sul fiume, o il Tempio di Thai Vi, dove per puro caso ho incontrato il custode del tempio che suonava il dan bau, uno strumento tradizionale a una corda sola.
Su dove dormire, come muoverti e quando andare, comprese le settimane in cui le risaie si tingono di giallo, trovi tutto nella mia guida completa su cosa vedere a Ninh Binh.
Sapa, trekking tra risaie e tribù montane
Sapa, con le sue vette avvolte dalla nebbia e le risaie a terrazza che sembrano uscite da un film dello Studio Ghibli, è uno dei luoghi più belli che ho visto in Vietnam. Ma è anche dove ho sentito più forte il peso del turismo di massa.
Il centro città, infatti, mi ha lasciata con sentimenti contrastanti: l’interazione con la gente del posto si riduce spesso a un rapporto puramente commerciale e non è raro assistere a scene di bambini spinti a chiedere soldi ai turisti. Per questo il mio consiglio è uno solo: allontanati dal centro il prima possibile e vai verso la campagna.
Il trekking tra le risaie è l’attività da non perdere e ti consiglio di farlo con una guida locale, spesso donne della tribù Hmong, che conoscono ogni sentiero. Invece di dormire in centro, scegli un homestay in un villaggio come Lao Chai o Ta Van: è un modo per vivere un’esperienza più autentica e per far arrivare i tuoi soldi davvero alle famiglie locali, non solo alle attività turistiche.
Ho evitato di proposito Cat Cat, ricostruito artificialmente per i turisti: se cerchi autenticità, non è il posto giusto. Per organizzare come arrivare da Hanoi, quando andare e quanti giorni dedicarci, trovi tutto nella mia guida completa su Sapa.
Lan Ha Bay (e perché l’ho preferita ad Halong Bay)
Se hai già sentito parlare della baia di Ha Long, sappi che esiste un’alternativa meno battuta, e a mio parere migliore: Lan Ha Bay.
È un’estensione naturale della stessa baia, ma più lontana dalla terraferma, questo significa meno barche, meno folla e le stesse spettacolari formazioni carsiche da ammirare, di notte, in un silenzio quasi surreale, senza il problema dell’affollamento (e minore inquinamento, seppur non assente) che purtroppo caratterizza Ha Long Bay.
Ho scelto di fare una crociera di una notte e due giorni invece di limitarmi a un’escursione giornaliera: ho viaggiato con Indochina Sails e ancora ricordo lo stile Indocina delle cabine, un mix di arredi tradizionali vietnamiti e influssi coloniali francesi che da solo vale l’esperienza.
Se cerchi un’opzione più economica e meno turistica, puoi anche prenotare un tour in barca direttamente da Cat Ba: ti porta comunque tra le centinaia di isole calcaree e vicino ai villaggi galleggianti, spesso con kayak, snorkeling e soste per il bagno incluse nel prezzo. Puoi confrontare i prezzi e la disponibilità delle crociere a Lan Ha Bay direttamente su Booking.
Trovi tutti i dettagli su compagnie, prezzi e come organizzare la crociera nella mia guida completa su Lan Ha Bay.
Cosa vedere nel Vietnam centrale
Il Vietnam centrale è dove si respira il fascino dell’Indocina. Sfortunatamente, a causa delle pesanti alluvioni che hanno colpito Hoi An e Hue durante il mio viaggio, non sono riuscita a visitarle.
La mia permanenza in questa zona del Paese, quindi, si è limitata alla più moderna Da Nang che, seppur all’apparenza possa sembrare meno interessante rispetto alle sue vicine più suggestive, ci ha riservato delle piacevoli scoperte.
Da Nang: cosa vedere
Da Nang è la terza città più grande del Vietnam dove, oltre ai tanti bar, hotel e ristoranti, ci sono paesaggi costieri mozzafiato. Pur essendo una grande metropoli, vanta un’atmosfera molto più rilassata rispetto ad Hanoi o Ho Chi Minh City e, durante la stagione secca, rappresenta un luogo tranquillo in cui trascorrere del tempo.
Noleggia una moto e raggiungi la penisola di Son Tra, una riserva naturale dove, oltre ad avvistare le più comuni bertucce, potresti avere la fortuna di incontrare una specie di scimmia più rara. Qui, vivono circa 2000 esemplari di langur dalle gambe rosse, a rischio estinzione.
Da visitare anche le Montagne di Marmo, un gruppo di cinque affioramenti di calcare e marmo, famosi per le loro grotte, le pagode e perché, durante la guerra in Vietnam, venivano utilizzate come fortino dei Viet Cong.
I biglietti per l’area e i tour di mezza giornata si possono verificare tramite questi tour alle Montagne di Marmo e Son Tra su GetYourGuide.
Cosa vedere nel Vietnam del Sud
Infine, le ultime tappe del nostro viaggio su cosa vedere in Vietnam ci portano al sud, precisamente nell’iconica Ho Chi Minh City e nel più tranquillo Delta del Mekong.
Ho Chi Minh City: cosa vedere
Ho Chi Minh City, che tutti, ancora oggi, chiamano affettuosamente Saigon, è una megalopoli da oltre 13 milioni di persone ed è stata per me un vero sovraccarico sensoriale: traffico caotico, ritmo frenetico, energia che non si ferma mai. Ma è anche il punto di partenza perfetto per capire il Vietnam di oggi.
Ho dedicato una mattinata al Museo dei Residuati Bellici e non è stata una visita come le altre. All’esterno sono esposti i mezzi militari americani abbandonati, ma è dentro che il museo colpisce davvero: le fotografie del massacro di My Lai e degli effetti dell’Agente Arancio raccontano il costo umano della guerra in un modo che nessun libro di storia o film era riuscito a trasmettermi finora. È una tappa che consiglio a chiunque voglia capire il Vietnam oltre le cartoline.
Poco distante, il Palazzo della Riunificazione custodisce un altro pezzo di quella storia: qui, il 30 aprile 1975, i carri armati nord vietnamiti sfondarono i cancelli segnando la fine della guerra. Ho apprezzato anche il contrasto con l’eredità coloniale francese, visibile nella Cattedrale di Notre Dame e nell’Ufficio Postale Centrale, progettato dallo studio di Gustave Eiffel.
Per vedere la città da un’altra prospettiva, sono salita sul Landmark 81, l’edificio più alto del Vietnam: da lassù il boom economico di Saigon si vede tutto, in un colpo solo.
Tra un monumento e l’altro mi sono fermata più volte nei vari café e qui vale la pena ricordare che il Vietnam è il secondo produttore di caffè al mondo, quindi fermarsi a berne uno non è solo una pausa, è parte dell’esperienza!
Trovi tutte le altre tappe, i ristoranti che ho provato e i consigli pratici nella mia guida completa su cosa vedere a Ho Chi Minh City.
Delta del Mekong: cosa vedere
Il Delta del Mekong è il posto dove il Vietnam ti costringe finalmente a rallentare. Dopo il caos di Ho Chi Minh City, qui trovi solo giungla, risaie e frutteti. I locali lo chiamano Cuu Long, “Fiume dei Nove Dragoni”, per i nove rami in cui il fiume si divide prima di sfociare in mare.
L’esperienza che consiglio a chiunque è alzarsi presto per vedere i mercati galleggianti, in particolare quello di Cai Rang: al mattino le barche si affollano di frutta, verdura e prodotti locali, ognuna con una lunga pertica di bambù (il cây bẹo) su cui appende un campione di ciò che vende, così da farsi riconoscere da lontano.
Ho fatto colazione proprio lì, con un caffè e un pho fumante preparati su una barca-cucina che si è affiancata alla nostra. Vale la pena saperlo: questa tradizione rischia di scomparire. Un tempo le imbarcazioni erano circa 200, oggi poco più di 50, perché con nuovi ponti e strade ai venditori conviene sempre più vendere sulla terraferma.
Oltre ai mercati, ho visitato alcuni laboratori artigianali che raccontano la vita quotidiana del delta, come quello della famiglia Chin Cut, che dal 1982 produce noodles di riso colorati con pigmenti vegetali. Un piccolo mondo lontanissimo dai ristoranti turistici.
Trovi il resto delle tappe, inclusi templi e pagode della zona, nella mia guida completa sul Delta del Mekong.
Cosa rifarei diversamente
Non tutto, in tre settimane di viaggio, va sempre come previsto.
La cosa che rifarei diversamente in assoluto riguarda Sapa. Il paesaggio è tra i più belli che abbia visto in Vietnam, ma il centro città mi ha mostrato il lato più problematico del turismo di massa: un rapporto con la gente del posto ridotto quasi solo al commercio e scene che non avrei voluto vedere, come bambini piccoli con neonati spinti a chiedere soldi ai turisti. Se potessi tornare indietro, salterei del tutto il centro e mi sposterei subito verso i villaggi, prediligendo trekking di più giorni.
Le alluvioni che mi hanno impedito di visitare Hoi An e Hue non sono state una scelta, ma un imprevisto che, con il senno di poi, poteva essere evitato scegliendo un altro periodo.
L’inverno può portare temporali e basse temperature (io ci sono stata a novembre).
Informazioni pratiche per organizzare il viaggio
Che documenti servono per andare in Vietnam
Noi cittadini italiani non abbiamo bisogno di visti per soggiorni fino a 45 giorni. L’unico documento che ti serve è il passaporto con validità residua di almeno 6 mesi dalla data di rientro e con almeno due pagine libere.
Dal 2026, anche chi entra senza visto deve compilare online la Dichiarazione di Pre-Arrivo (gratuita) sul portale ufficiale dell’immigrazione vietnamita, da completare il giorno dell’arrivo o nei due giorni precedenti.
Come ci si muove in Vietnam
Per raggiungere le diverse tappe puoi viaggiare con i minivan o con i famosi bus notturni dotati di cuccette, prenotatili su 12Go.
Per evitare di trovare i bus a cuccette esauriti (soprattutto sulle tratte più frequentate come Hanoi-Sapa o Hanoi-Ninh Binh), ti consiglio caldamente di controllare gli orari e prenotare i biglietti in anticipo. Io ho utilizzato 12Go, che permette di confrontare i prezzi di treni, minivan turistici e sleeper bus in pochi istanti.
Non mancano i treni: Hanoi e Ho Chi Minh City sono collegate dalla linea Reunification Express, lunga 1726 km.
Infine, puoi valutare anche gli aerei interni per spostarti velocemente. Personalmente eviterei e prenderei l’aereo solo per uno spostamento da nord a sud o viceversa.
Qual è il periodo migliore per andare in Vietnam
Il Vietnam, come ho accennato all’inizio, è un Paese estremamente lungo: ciò significa che le stagioni cambiano da zona a zona. Il Vietnam centrale, per esempio, tra settembre e dicembre è quella più esposta a piogge e alluvioni, un fatto che ho sperimentato di persona, quando le inondazioni ci hanno impedito di visitare Hoi An e Hue.
In generale:
- Nord (Hanoi, Ninh Binh, Sapa, Lan Ha Bay): il periodo migliore va da ottobre ad aprile grazie al clima secco. Tuttavia, fai attenzione a Sapa perché tra dicembre e gennaio le temperature possono scendere parecchio. In quota potrebbe anche nevicare!
- Centro (Da Nang): la stagione ideale va da febbraio a luglio-agosto, con clima secco e soleggiato.
- Sud (Ho Chi Minh City, Delta del Mekong): la stagione secca va da dicembre ad aprile; da maggio le piogge diventano più frequenti, anche se spesso si tratta di rovesci brevi e concentrati nel pomeriggio.
Col senno di poi, se dovessi tornare a pianificare questo viaggio, punterei su marzo-aprile.
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