- Settembre 23, 2026
Parlarti dei dintorni di Sassari è come raccontarti del giardino dietro casa. Seppur non provenga dal capoluogo, sono nata e cresciuta a Porto Torres, a mezz’ora d’auto da Sassari e molti dei luoghi che ti racconterò sono vicinissimi a casa mia.
Molti li frequento da anni, altri sono stati una scoperta recente, resa possibile anche dal fatto che amo viaggiare con il van e creare itinerari on the road anche nella mia isola.
Ti avviso subito che qui non troverai le classiche spiagge da cartolina e alcune non sono facilmente raggiungibili. Sebbene l’immaginario di un viaggio in Sardegna, soprattutto estivo, ruoti solitamente attorno a questa tipologia di paesaggio, i luoghi che ti racconterò hanno un’anima differente, a tratti più selvaggia.
Se hai voglia di scoprire il nord Sardegna in modo diverso, ecco cosa vedere vicino a Sassari in un road trip che unisce archeologia, spiagge e tramonti infuocati sul mare, insieme a qualche esperienza che ho fatto personalmente e che ti permetterà di ammirare il paesaggio da un punto di vista differente.
In questa guida troverai
Ciao, sono Elena Usai
Sono una travel blogger e content creator sarda e ti aiuto a scoprire l’Italia, l’Europa e il mondo con calma e autenticità. Mi piace visitare i luoghi fuori stagione, imparare a coglierne i dettagli leggendo libri al riguardo e, alle lunghe liste di cosa fare e vedere, preferisco poche esperienze, ma vissute pienamente.
Seguimi su Instagram per trovare ispirazione per i tuoi prossimi viaggi!
Questo articolo nasce da una collaborazione con il Comune di Sassari. Quello che leggi resta comunque il mio racconto, con la mia prospettiva e i miei consigli personali.
Monte d’Accoddi: un unicum nel Mediterraneo
Si comincia da qui, dall’archeologia, perché la Sardegna che amo raccontare non è solo spiagge e mare.
Sto parlando del Santuario Preistorico di Monte d’Accoddi, situato a circa 13 chilometri da Sassari, un altare a terrazza risalente al Neolitico (circa 2700 a.C.)
La sua scoperta è una delle più curiose dell’archeologia sarda: fu riportato alla luce nel 1952 grazie ad Antonio Segni, sassarese e futuro Presidente della Repubblica, che finanziò gli scavi convinto si trattasse di un tumulo etrusco. Si sbagliava, ma da quell’intuizione è nato uno dei siti più enigmatici del Mediterraneo.
Molti reperti venuti alla luce durante gli scavi sono conservati all’interno del Museo G.A. Sanna, una delle tappe più belle da inserire in qualsiasi itinerario dedicato a cosa vedere a Sassari.
Durante il solstizio d’estate (solitamente l’evento si tiene a maggio, in occasione della Cavalcata Sarda, ma quest’anno è stato spostato per il maltempo) ho avuto l’opportunità di ammirare Monte d’Accoddi immerso nell’atmosfera di “Voci e suoni tra riti e miti”. Lo spettacolo di musica, maschere e canti ha riportato il sito alla sua funzione di santuario, che già 5000 anni fa ospitava danze, riti e suoni.
Se stai organizzando un viaggio nel Nord Sardegna nel 2027, ti consiglio di seguire la pagina Instagram di Turismo Sassari per restare aggiornato sugli appuntamenti della prossima edizione. Oppure puoi visitare il sito in altri periodi dell’anno, ancora meglio se insieme a una guida.
INFO UTILI PER LA VISITA
ORARI
APRILE-OTTOBRE 2026
Dal martedì alla domenica: 10.00-18.00
Visite guidate dal martedì alla domenica: 10.00 – 11.30 – 13.00 -14.30-16.00
Chiuso lunedì e festivi
Chiusura della biglietteria: 17.00
NOVEMBRE-DICEMBRE 2026
Dal martedì alla domenica: 10.00-14.00
Chiusura della biglietteria: 13.00
Visite guidate dal martedì alla domenica: 10.00 – 11.00 – 12.00
Chiuso lunedì e festivi
BIGLIETTI | Intero 5,00€
Spiagge di Platamona ed Ezzi Mannu
In qualsiasi stagione, e in particolare d’estate, le spiagge sono parte integrante della vita quotidiana tanto per i turisti quanto per noi sardi.
Se stai cercando cosa vedere vicino a Sassari, sono sicura che avrai in mente qualche giornata da trascorrere semplicemente a nuotare e prendere il sole.
Massimo relax e sforzo minimo, sia per arrivarci che per trovare parcheggio, lo garantiscono le spiagge di Platamona ed Ezzi Mannu.
Platamona, Bandiera Blu (dalla rotonda al secondo stabilimento) è la spiaggia più lunga d’Italia (ideale anche per ammirare il tramonto, ancora meglio se con una pizza), situata lungo la fascia costiera tra Porto Torres, Sassari e Sorso. Ezzi Mannu, invece, si trova in direzione Stintino (ottima alternativa alla più affollata La Pelosa) e vanta acque trasparenti e una spiaggia composta non da sabbia, ma da minuscoli chicchi di quarzo.
Se invece stai cercando le spiagge del nord Sardegna dal fascino più selvaggio, continua a leggere perché sto per raccontarti quelle che amo di più.
Porto Ferro: surf, escursioni a cavallo e tramonti
Atmosfera rilassata, surfisti e tramonti infuocati: questo è quello che troverai alla spiaggia di Porto Ferro. Bandiera Blu dal 2016, è il posto perfetto per chi, dopo una giornata di mare, vuole bersi qualcosa di fresco in un baretto che d’estate organizza tanti eventi, soprattutto DJ set e musica dal vivo.
L’anima più libera di Porto Ferro si riflette anche nell’essere la prima spiaggia naturista della Sardegna (il limite settentrionale della spiaggia, dalla Torre Bianca al promontorio della Torre Negra).
Qui è presente anche una scuola di surf locale, nel caso in cui volessi provare!
Personalmente non ho vissuto Porto Ferro su una tavola da surf, ma sul dorso di un cavallo partecipando a un’escursione organizzata da Tre Stelle Sa Mandra.
Questa è una passeggiata perfetta anche per i principianti (come me, che non ero mai salita su un cavallo!). L’ansia iniziale ha lasciato spazio a un’emozione fortissima, soprattutto perché il paesaggio che attraverserai è uno dei più belli di tutto il nord Sardegna, soprattutto al tramonto.
Sul sito puoi dare un’occhiata a tutte le loro escursioni.
Rena Majore, l’anima selvaggia della Nurra
C’è una zona di campagna tra Pozzo San Nicola e Biancareddu che conosco a memoria: è lì che mio nonno aveva una campagna e che ho attraversato da bambina più volte di quante ne possa contare. Vicino a quello stesso paesaggio, sulla costa, si nasconde Rena Majore della Nurra, da non confondere con l’omonima spiaggia vicino Santa Teresa di Gallura.
Selvaggia e meravigliosa, situata ai piedi di un’alta falesia rocciosa, non è una spiaggia adatta a tutti. Il percorso per raggiungerla, tra i profumi e colori della macchia mediterranea, non è semplice e sono necessarie scarpe chiuse. Anche la salita potrebbe essere faticosa, quindi ti consiglio di non farla nelle ore più calde della giornata.
L’acqua varia dal verde all’azzurro e, se hai maschera e boccaglio, ti consiglio assolutamente di portarli. Il telefono qui non prende, approfittane per fare detox digitale!
L’Argentiera: ex borgo minerario, rigenerazione urbana e trekking
L’ultima tappa che ti consiglio di inserire nel tuo itinerario on the road su cosa vedere nei dintorni di Sassari è l’Argentiera, un luogo che cambia volto in ogni stagione.
Nato come borgo minerario, attivo fino al 1963, oggi, oltre a far parte del Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna, è al centro di un bellissimo progetto di rigenerazione urbana e culturale portato avanti da Landworks con il sostegno del Comune di Sassari.
Il progetto, chiamato MAR-Miniera Argentiera, ha restituito alla comunità (all’Argentiera vivono ancora 70 abitanti) e ai visitatori alcuni spazi pubblici del borgo. Per farlo ha coinvolto street artist di fama internazionale come Tellas (Fabio Schirru, cagliaritano) e 2bleene (Natalia Nicole Rodriguez, street artist e illustratrice originaria di Porto Rico).
Qui è presente anche il Museo della Miniera, visitabile solo in occasione di eventi speciali come Monumenti Aperti o durante l’estate quando vengono organizzate le visite in date specifiche, e opere d’arte visibili in realtà aumentata. Su alcuni degli antichi edifici del borgo sono state realizzate quattro installazioni di grandi dimensioni che, inquadrate con l’app gratuita Bepart, si animano in illustrazioni digitali.
Come ho scritto all’inizio, l’Argentiera è un luogo che cambia volto in ogni stagione. D’estate puoi rilassarti sulla spiaggia ai piedi del borgo, nella vicina Porto Palmas o nella più lontana e selvaggia La Frana (è la spiaggia nella foto qui sopra, ma bisogna fare attenzione perché il percorso per raggiungerla non è sicuro e gli incidenti non sono inusuali, anzi).
Nelle altre stagioni, compreso l’inverno, puoi indossare scarpe da trekking e percorrere il Sentiero Costiero della Nurra.