- Marzo 3, 2026
La bellezza naturale e selvaggia della Sardegna è diversa da qualsiasi cosa sia probabile incontrare in Italia o nel resto d’Europa. Ogni tratto di costa è diverso e dotato di un fascino a sé. Eppure, quando chiedo a chi è venuto in vacanza dove sia stato, la risposta è quasi sempre Cagliari, Santa Teresa e l’Ogliastra. Ecco perché, da sarda, voglio raccontarti invece cosa vedere nel Nord Sardegna, la terra in cui sono nata e cresciuta.
In questo itinerario troverai mete famose come Alghero e il mio sguardo personale su spiagge e borghi riparati dalla folla, percorrendo sentieri che sanno di elicriso. Faremo un giro tra le antiche miniere della Nurra e visiteremo attività locali che ho scelto personalmente: d’altronde, vuoi veramente andare via senza aver assaggiato formaggi di rara qualità e vini incredibili? Io non credo!
In questa guida troverai
Ciao, sono Elena Usai!
Sarda di nascita e viaggiatrice per vocazione. Come travel blogger e fotografa di viaggio, il mio obiettivo è guidarti alla scoperta di destinazioni vicine e lontane con uno sguardo curioso e profondo. Qui non troverai solo “cosa vedere”, ma il racconto di un viaggio vissuto con calma, prestando ascolto all’anima dei luoghi.
Sardegna Nord Ovest: tra il fascino di Alghero e la Nurra selvaggia
Iniziamo proprio dalla zona che sento più mia, l’enclave catalana in terra sarda: Alghero. Oltre a essere uno degli scali principali per chi arriva nel Nord Ovest della Sardegna, questa città è il punto di partenza perfetto per cominciare il tuo viaggio.
Se atterri qui, il mio consiglio è di noleggiare un’auto o un van per muoverti in libertà, soprattutto in zone come la Nurra. I mezzi pubblici sono migliorati, ma l’unico modo per uscire dalle rotte principali è con un mezzo proprio. Su DiscoverCars puoi confrontare le migliori offerte per trovare quella più adatta al tuo viaggio!
Alghero
Alghero non ha bisogno di grandi presentazioni, ma di essere vissuta nel modo giusto per non farsi travolgere dalla sua popolarità.
Passeggiare nel centro storico, tra le sue mura e i vicoli acciottolati, in ogni stagione, è un rito a cui non mi abituerò mai. Il mio consiglio è di raggiungere i bastioni verso l’ora del tramonto, quando il sole si tuffa davanti a Capo Caccia: questo è in assoluto uno dei luoghi più belli del Nord Sardegna dove aspettare il calare del sole.
Non limitarti però solo al centro e alle spiagge: nei dintorni ci sono angoli di natura incredibile, come il Parco di Porto Conte o le scogliere di Punta Giglio, ideali per chi ama il turismo attivo e vuole fare qualche percorso di trekking.
Se vuoi approfondire, ho scritto una guida completa su cosa vedere ad Alghero e dintorni che ti consiglio di leggere prima di partire.
Bosa
Da Alghero, il consiglio è di imboccare la litoranea panoramica per raggiungere il borgo di Bosa.
È un paesaggio da cartolina unico, dove le celebri abitazioni color pastello del centro storico si arrampicano sul fianco della collina, sorvegliate dall’alto dal Castello di Serravalle (o dei Malaspina). Passeggiando tra i suoi vicoli, noterai subito un’anima creativa e sostenibile: molte decorazioni originali che impreziosiscono l’abitato nascono infatti dal riuso di materiali, segno di una comunità che cura la propria bellezza con inventiva.
Non è un caso che Bosa sia stata inserita tra le European Best Destinations 2026: un riconoscimento che conferma il fascino magnetico di questo borgo fluviale. Ti suggerisco di dedicarle almeno una giornata intera o un weekend.
Argentiera
A circa 35 chilometri da Alghero, dopo aver percorso una serie di tornanti che sembrano portarti fuori dal mondo, si schiude la baia dell’Argentiera.
Un tempo cuore pulsante dell’attività estrattiva isolana, oggi questo villaggio appare come un luogo sospeso: se d’inverno il silenzio è quasi assoluto, d’estate la borgata si risveglia ospitando eventi letterari e cinematografici che ridanno vita agli antichi edifici minerari, arricchiti oggi da murales e installazioni di land art.
Puoi scegliere di perderti tra le rovine delle vecchie strutture in legno e pietra, o di rilassarti sulle spiagge di Porto Palmas e della Cala dell’Argentiera, dove il mare contrasta con il profilo industriale del passato.
Per chi invece vuole sentire davvero il respiro della Nurra, il consiglio è di percorrere il Sentiero Costiero nel tratto che collega Porto Palmas a Lampianu: un’escursione suggestiva tra scogliere a picco e una natura che si sta riprendendo i suoi spazi. Come puoi vedere dalle foto, l’Argentiera conserva un fascino magnetico in ogni stagione!
Porto Torres e l’Asinara
Non posso parlare del Nord Ovest senza citare la mia città, Porto Torres, e l’isola dell’Asinara, situata proprio di fronte.
Troppo spesso considerata solo uno scalo portuale, Porto Torres è in realtà l’antica Turris Libisonis, una delle colonie romane più importanti dell’isola. Qui, consiglio di fare tappa al Parco Archeologico di Turris Libisonis e alla Basilica di San Gavino. Se vuoi fare un bagno, raggiungi la spiaggia più bella, Balai, oppure noleggia un kayak per arrivare a grotte e calette nascoste.
Proprio di fronte alla costa si staglia il profilo dell’Asinara. Per decenni è stata una sorta di Alcatraz italiana, sede di uno dei carceri di massima sicurezza più duri del Paese. Tra i suoi edifici abbandonati sono passati nomi che hanno segnato la storia d’Italia, ma dal 1997, anno della chiusura del carcere, l’isola è tornata a essere un luogo selvaggio, abitata solo da Enrico Mereu, lo scultore del mare.
Per raggiungerla, puoi salire sui traghetti in partenza da Porto Torres o da Stintino. Una volta sull’isola, puoi scoprirla in bici o con le jeep.
Stintino e la spiaggia La Pelosa
Nell’estrema punta nord-occidentale della Sardegna, si trova una delle spiagge più famose dell’isola: La Pelosa. Può sembrare banale citarla, ma questo è davvero un paradiso fatto di sabbia candida e finissima e acque dalle tinte caraibiche, così basse da arrivare alle caviglie per decine di metri.
Per preservare questo ecosistema fragile, dal 1 giugno al 31 ottobre l’accesso è a numero chiuso (massimo 1500 persone al giorno) e occorre acquistare un ticket d’ingresso di 3,50€ sul sito ufficiale. Se vuoi godertela senza la calca, il mio consiglio è di visitarla fuori stagione.
Non limitarti alla spiaggia, fai tappa anche nel borgo di Stintino. Nato come insediamento di pescatori dopo l’istituzione del carcere all’Asinara, ha per me un valore speciale: i miei avi facevano parte delle famiglie che vivevano sull’isola e che si trasferirono qui a fine Ottocento. Oggi Stintino mantiene intatto il fascino del porto vecchio ed è il posto ideale per una passeggiata lenta a fine giornata.
E per concludere la giornata nel modo più dolce, fermati a Pozzo San Nicola. Qui troverai due eccellenze locali: il Biscottificio Demelas e Sapores Antigos. Un must assoluto? Da Demelas prova le tumbarelle: sono il souvenir gastronomico perfetto da portare a casa (se riesci a non finirle durante il tragitto!).
Castelsardo
Castelsardo, tra i Borghi più belli d’Italia, appare come un labirinto di case colorate che si arrampicano sulla roccia, dominate dall’imponente Castello dei Doria.
Il mio consiglio per godertelo senza la calca è di evitare le ore centrali e salire verso il centro storico, chiamato Casteddu, nel tardo pomeriggio, dove aspettare l’arrivo del tramonto.
Sardegna Nord-Est: litorali granitici e calette splendide in luoghi inaspettati
Per proseguire i consigli su cosa vedere nel Nord Sardegna ci spostiamo verso est, dove il paesaggio cambia. La roccia calcarea lascia spazio al granito gallurese, modellato dal vento in forme che sembrano sculture contemporanee. Se pensi che questa zona sia solo grandi hotel e spiagge affollate, preparati a ricrederti.
Isola Rossa e Costa Paradiso
In questo tratto di costa, la trachite rossa crea un contrasto quasi surreale con l’acqua turchese.
A Isola Rossa, il borgo di pescatori si affaccia su tramonti che infuocano le rocce, mentre a Costa Paradiso il sentiero che porta a Li Cossi è una delle passeggiate più spettacolari che puoi fare.
È una caletta incastonata tra pareti di granito rosa, ma particolarmente famosa. Eviterei di andarci in alta stagione; andandoci sappi che si riempie già dalle 8 del mattino.
Valle della Luna
Ho molti ricordi legati alla Valle della Luna, uno di quei luoghi dove potevi piazzare la tenda e trascorrere giornate di campeggio incredibili. Ora il campeggio libero è severamente vietato e i controlli sono frequenti.
Questo luogo, che per decenni è stato il rifugio di una storica comunità hippy che qui cercava un contatto primordiale con la natura, sta vivendo oggi una fase di profonda riqualificazione. Pensa che la comunità era talmente “solida” da avere anche un “sindaco”!
Nonostante i cambiamenti, il fascino magnetico dei suoi giganti di granito bianco resta intatto, distribuito tra sette piccole cale principali, come Cala Grande e Cala dell’Indiano, incastonate tra scogliere modellate dal vento.
Per esplorarla nel modo giusto, ti consiglio di percorrere il sentiero ad anello di circa 5 chilometri che parte poco prima del faro di Capo Testa: è un trekking di media difficoltà che si snoda tra macchia mediterranea fitta e passaggi rocciosi, regalandoti panorami sulle Bocche di Bonifacio che valgono ogni goccia di sudore. Il mio suggerimento è di andarci con scarpe dal buon grip e tanta acqua!
Porto Cervo (non è come sembra)
Credimi se ti dico che ci sono voluti 30 anni per andare a Porto Cervo! La verità è che, come tutti sappiamo, è una zona conosciuta per le atmosfere esclusive. Per noi, è sempre stata l’area che “non consideriamo Sardegna” per ovvi motivi.
Eppure, per diversi motivi ho avuto modo di frequentare l’area e di restarne piacevolmente sorpresa. Lascia perdere la cittadella di Porto Cervo, mi riferisco alle calette e ai sentieri di trekking dove, incredibilmente anche in alta stagione e soprattutto a settembre, non c’è quasi nessuno.
Il mio consiglio per vivere questa costa in modo alternativo è di percorrere il Pevero Health Trail, un percorso di trekking che si sviluppa per circa 13 chilometri tra Porto Cervo e le spiagge del Grande e Piccolo Pevero.
Camminerai tra i profumi del mirto e del lentisco, con una vista costante su un mare che sfuma dal turchese allo smeraldo. Lungo questi sentieri si nascondono calette meno accessibili e proprio per questo più preziose!
In alternativa, puoi sempre salire su una barca a vela e scoprire la zona dal mare!
I paesi caratteristici del Nord Sardegna
Il consiglio che offro sempre quando le persone mi chiedono cosa vedere nel Nord Sardegna è di voltare le spalle al mare e puntare verso l’interno. Qui il paesaggio cambia ritmo e l’accoglienza non è un servizio turistico, ma un tratto identitario. Dovessi consigliare tre paesi caratteristici, sceglierei Florinas, Banari e Aggius.
Florinas
Il borgo dov’è nata mia nonna e dove ho avuto l’opportunità di fare da ambassador all’evento annuale Cantos in Carrela organizzato dal Coro di Florinas.
Le strade del centro hanno visto passare una delle figure più enigmatiche dell’Ottocento sardo: Giovanni Tolu. Nato proprio qui, Tolu fu il protagonista di una latitanza leggendaria durata trent’anni, un “bandito per onore” le cui gesta furono poi raccolte da Enrico Costa in questo libro. Tra le strade di Florinas noterai diversi murales!
Ti consiglio di prenderti del tempo per una sosta in piazza, magari davanti a un bicchiere di vino locale.
Aggius
Spostandoci verso la Gallura, incontriamo Aggius, un borgo che è un vero inno al granito. Qui tutto, dalle facciate delle case alle pavimentazioni, è scolpito in questa pietra grigia e maestosa, tanto da meritare il riconoscimento di Bandiera Arancione del Touring Club.
Passeggiando per il centro ti immergerai in un museo a cielo aperto, dove l’antica tradizione della tessitura sarda non vive solo nei telai, ma viene raccontata attraverso installazioni artistiche e dipinti sui muri che decorano i vicoli di granito. Sai che Peter Gabriel ne rimase talmente tanto affascinato da decidere di comprare casa qui?
Banari
Infine, un altro dei miei borghi preferiti è Banari, particolarmente caratteristico grazie alla trachite rossa che colora le facciate delle sue case.
Percorri Sa Caminera ‘e sas Damas, un sentiero panoramico molto suggestivo costruito secoli fa per le nobili dame del paese, che oggi ospita talvolta eventi musicali d’eccezione come il festival Time in Jazz. Il centro storico custodisce anche il ricordo del grande poeta Barore Sassu e la scultura “La Pera” di Giuseppe Carta.
Se ami la natura, ti consiglio di spingerti fino alla cascata di Riu de Sadde nell’oasi di S’Adde Manna o di perderti tra i boschi di Pala ‘e Idda, un tempo rifugio di banditi. E se la tua visita coincide con la sagra locale, non perdere l’occasione di assaggiare la famosa cipolla dorata, un prodotto tipico che può superare anche il chilo di peso!
Le spiagge più belle del Nord Sardegna (secondo me)
Scegliere le spiagge “migliori” in questa parte dell’isola è una sfida, perché ogni litorale ha un carattere unico. Se dovessi consigliarti le più belle, secondo me sono queste:
- Rena Majori (Gallura): Una distesa di sabbia bianchissima protetta da una pineta profumata e da rocce di granito che affiorano dall’acqua. È spaziosa, selvaggia e regala un senso di libertà che poche altre spiagge sanno dare. D’estate ci sono anche dei ristoranti/bar dove fare aperitivo o cenare.
- Cala Sarraina (Trinità d’Agultu): Una delle mie preferite per scappare quando soffia il maestrale. È una caletta riparata, racchiusa tra scogliere rosse, dove il contrasto tra il colore della roccia e il blu profondo del mare è quasi ipnotico.
- Cala Tinnari: Se cerchi la solitudine assoluta, questo è il posto giusto. Si raggiunge con un trekking di circa 30 minuti tra i profumi della macchia mediterranea. È una spiaggia di piccoli ciottoli variopinti, incastonata tra pareti di granito modellate dal vento.
- Spiaggia del Principe (Costa Smeralda): Nonostante la fama, resta una delle calette più splendide del Nord-Est. Si caratterizza per una forma ad arco e per i bassi fondali color smeraldo. Il trucco? Visitarla la mattina presto per goderti la trasparenza dell’acqua in silenzio.
- La Frana (Nurra): Un luogo per chi ama i paesaggi primordiali. Situata lungo la costa tra Alghero e Porto Torres, deve il suo nome al crollo della falesia che ha creato una discesa verso un mare limpidissimo.
- Li Cossi (Costa Paradiso): Una perla di granito rosa che si raggiunge dopo una passeggiata panoramica lungo la scogliera. È un anfiteatro naturale di rara bellezza: il momento migliore è il tardo pomeriggio, quando il sole accende le pareti di roccia e le sfuma di arancio e viola.
Attività locali ed esperienze da non perdere
Se hai letto i miei consigli fino a qui grazie! Come promesso, ecco le attività locali e le esperienze che consiglio di conoscere e fare nel Nord Sardegna.
Partiamo dall’azienda Cabigliera & Zidda a Ozieri che, durante l’estate, organizza le “Serate in Campagna”: un’esperienza che permette di osservare le fasi di lavorazione di alcuni prodotti caseari e di degustarli nel luogo di produzione, a stretto contatto con la realtà del pascolo ovino e bovino (le date sono consultabili sui loro canali social). Durante l’anno, puoi acquistare i loro prodotti in bottega (dai un’occhiata sempre ai canali social per gli orari).
Per quanto riguarda il settore vitivinicolo, consiglio Cantina Sorres a Sennori, dove i prodotti sono indissolubilmente legati alla storia del paesaggio rurale circostante, e la tenuta Nuraghe Crabioni, situata in una posizione panoramica verso il Golfo dell’Asinara. Qui puoi fare degustazioni tecniche dei vini, con particolare attenzione alle varietà locali coltivate su terreni calcareo-sabbiosi.
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