Belgrado in 2 giorni: la città raccontata dalle sue architetture

Non so dire quando, né perché, ho cominciato ad amare l’architettura brutalista. Capisco che la sua estetica essenziale e senza fronzoli faccia discutere, ma dammi un edificio brutalista e un paio di cuffie con la colonna sonora synth di Stranger Things, e anche un blocco di cemento, ai miei occhi, diventa romantico.

 

Belgrado, da questo punto di vista, è un piccolo paradiso. La sua architettura è un mix eclettico di brutalismo, art nouveau e neoclassicismo, a cui si aggiunge un dettaglio contemporaneo: i climatizzatori. Sono ovunque, appesi a quasi ogni facciata, tanto che d’estate le strade si bagnano delle gocce che cadono dall’alto e sono diventati soggetto di polemiche e discussioni molto accese. 

 

È proprio questa mescolanza a dare alla città il suo carattere crudo, a tratti caotico, ma inconfondibile, che mi ha conquistata dal primo momento. Per arrivare a questo risultato, però, ne sono successe di cose nel corso della sua storia.

Frontale di una Zastava color crema, auto d'epoca jugoslava con targa di Belgrado
Il dehors del Baristro a Zemun, Belgrado, con tenda a righe verdi e bianche e sedie arancioni
Edificio residenziale postmoderno a Novi Beograd, Belgrado, con facciata a strisce bianche e rosse, torre cilindrica e copertura a ventaglio

Belgrado è stata distrutta e ricostruita moltissime volte nel corso dei secoli: conquistata, bombardata, rifatta da imperi e regimi diversi. 

 

Non è una di quelle città che seducono subito: la sua bellezza va cercata. Io l’ho trovata nella sua architettura, che della sua storia è uno dei ritratti più fedeli, e in questo itinerario di 2 giorni voglio portarti con me a scoprirla, tra gli edifici che ho amato di più e non solo.

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In questa guida troverai

Torre Genex a Belgrado vista dal basso

Ciao, sono Elena Usai!

 

Sono una travel blogger e content creator sarda e ti aiuto a scoprire l’Italia, l’Europa e il mondo con calma e autenticità. Mi piace raccontare i luoghi in modo diverso, andando oltre la semplice lista di cosa fare e cosa vedere.

 

Essendo appassionata di letteratura, nei miei articoli troverai anche tanti riferimenti a libri (non guide) che potrebbero aiutarti ad approfondire la destinazione e riempire i tuoi viaggi di colore, cultura e creatività.

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Cosa vedere a Belgrado in 2 giorni: itinerario tra architetture antiche e brutaliste

Dalla fortezza medievale, uno dei posti più belli della città per aspettare il tramonto, al moderno Belgrade Waterfront, passando per gli edifici brutalisti e per quelli bombardati dalla NATO nel 1999: ecco cosa vedere a Belgrado in 2 giorni, in un itinerario guidato dall’architettura. 

 

Il primo giorno è dedicato al centro storico, il secondo alla Belgrado oltre la Sava.

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Giorno 1: la Belgrado antica, da Zemun alla fortezza di Kalemegdan

Cosa vedere a Belgrado il primo giorno? 

 

Io ti consiglio di partire dalla Belgrado antica: si parte la mattina da Zemun, l’ex cittadina asburgica situata sull’altra sponda della Sava, e si prosegue nel pomeriggio nel centro storico tra Piazza della Repubblica, i palazzi Art Nouveau e Knez Mihailova, per poi chiudere la giornata con il tramonto sulla fortezza di Kalemegdan e una cena nella kafana più antica della città. 

 

Un percorso che si fa quasi tutto a piedi e che racconta secoli di storia. 

 

Giorno 1 in breve

  • Mattina: Zemun e la Torre Gardoš
  • Pomeriggio: Piazza della Repubblica, edifici Art Nouveau, Knez Mihailova
  • Tramonto: fortezza di Kalemegdan
  • Sera: cena alla kafana “?”

Zemun, il quartiere austriaco

Zemun è il quartiere più antico e particolare di Belgrado, una ex cittadina asburgica affacciata sul Danubio.

 

È un luogo interessante e decisamente diverso rispetto al resto della città. D’altronde, come poteva essere altrimenti? Per gran parte della sua storia è stata una città a sé, diventando parte di Belgrado solo nel Novecento. 

 

Le due città hanno avuto a lungo un destino comune, dai Romani agli Ottomani, ma nel Settecento le loro strade si sono separate: Belgrado è rimasta ottomana, Zemun è passata agli Asburgo. Un’eredità arrivata fino ad oggi e visibile nell’architettura e nell’atmosfera da tranquilla cittadina mitteleuropea. 

 

Raggiungi la Torre del Millennio (Gardoš Tower), costruita nel 1896 per celebrare i mille anni dall’arrivo degli Ungheresi nella pianura pannonica, per godere di una delle viste più belle su Zemun, sul Danubio e sulla Belgrado che ti aspetta sull’altra sponda.

La Torre del Millennio sulla collina di Gardoš a Zemun, Belgrado, in mattoni rossi con balcone a colonne
Vista da un androne ad arco con lanterne su una stradina in ciottoli del centro storico di Zemun
Zemun a Belgrado

Piazza della Repubblica

Da Zemun, prendi il bus 15 e raggiungi il centro storico. Qui puoi cominciare la tua camminata dalla Piazza della Repubblica o Trg Republike (da qui parte anche la maggior parte dei tour organizzati che permettono di scoprire la città a piedi insieme a una guida). 

 

La riconosci perché al centro si trova il monumento equestre dedicato al principe Mihailo Obrenović, il sovrano che contribuì alla crescita economica e culturale della Serbia a metà del 1800. 

 

Intorno vedrai un piccolo catalogo di architetture storiche: dal Teatro Nazionale, costruito prendendo a modello la Scala di Milano, al Museo Nazionale. Per gli abitanti di Belgrado, la piazza è semplicemente “il cavallo”: quando si danno appuntamento qui, dicono kod konja, “dal cavallo”.

Gli edifici Art Nouveau del centro

Impossibile camminare nel centro storico di Belgrado senza tenere gli occhi verso l’alto, dove infiniti sono i dettagli dei numerosi edifici Art Nouveau (stile che in serbo viene chiamato secesija, cioè “Secessione”). 

 

Facciate con decorazioni floreali, ferro battuto, volti femminili scolpiti e linee curve raccontano l’epoca in cui Belgrado aveva lo sguardo rivolto verso l’Europa. 

 

Il simbolo indiscusso di questo stile è l’Hotel Moskva, a Terazije, inaugurato nel 1908 e ancora oggi uno degli edifici più fotografati della città. Ma se vuoi vedere la Secessione da vicino, la strada da percorrere è via Kralja Petra, che collega il centro alla zona della fortezza.

 

Qui trovi l’ex magazzino del mercante Bencion Buli, del 1907, oggi trasformato in un café dove fermarsi ad ammirare anche gli interni, e poco più avanti la casa Levi e la casa Stamenković, costruite nello stesso anno una accanto all’altra.

Knez Mihailova

Knez Mihailova è la principale strada pedonale di Belgrado e collega Piazza della Repubblica alla fortezza di Kalemegdan. Anche senza cercarla sulla mappa, a un certo punto della tua camminata finirai per percorrerla.

 

Dal punto di vista architettonico, quello che vedi oggi, tra caffè, negozi, musicisti di strada e gente che va e viene a qualsiasi ora, è il risultato dei lavori che coinvolsero le famiglie più ricche e influenti della città nella seconda metà dell’Ottocento, quando fecero costruire le loro case. Qui si alternano palazzi neoclassici, edifici Art Nouveau e sedi istituzionali.

Dettaglio di una facciata storica nel centro di Belgrado, con mascherone scolpito sotto un bovindo
Palazzo storico con cupola e fontana all'inizio di via Knez Mihailova, la strada pedonale di Belgrado

La fortezza di Kalemegdan

La fortezza di Kalemegdan è il monumento più antico di Belgrado e uno dei posti più belli dove vedere il tramonto in città. Da Knez Mihailova arriverai direttamente al parco di Kalemegdan, che circonda la fortezza omonima.

 

Oggi è uno dei luoghi più belli della città, ma che fatica ha fatto per esserlo! Per questa fortezza sono state combattute circa 115 battaglie ed è stata distrutta più di 40 volte nel corso dei secoli. 

 

La fortezza si divide in due parti: nella Città Alta trovi la Torre dell’Orologio, il Pozzo Romano e il Pobednik, il Monumento al Vincitore diventato simbolo di Belgrado; scendendo verso il fiume, nella Città Bassa, ci sono la chiesa di Ružica e la Torre Nebojša.

 

Il momento migliore per arrivare quassù è verso sera. Dai bastioni della Città Alta, accanto al Pobednik (il Monumento al vincitore), lo sguardo si apre sulla confluenza tra la Sava e il Danubio, con Novi Beograd e Zemun sull’altra sponda.

l Pobednik, il Monumento al Vincitore nella fortezza di Kalemegdan, con i grattacieli di Novi Beograd sullo sfondo
Tramonto sulla Sava visto dai bastioni della fortezza di Kalemegdan, con il tetto a punta di una torre in primo piano
Le mura e la torre della fortezza di Kalemegdan a Belgrado, viste dal prato sotto i bastioni

Cena alla kafana “?”, la più antica di Belgrado

La kafana “?” (Znak pitanja, in serbo) è la taverna tradizionale più antica di Belgrado ancora in attività. Per chiudere il giorno 1, dalla fortezza basta tornare indietro di pochi passi fino a via Kralja Petra, dove davanti alla Cattedrale di San Michele si trova un’insegna che incuriosisce chiunque: un semplice punto interrogativo. 

 

L’edificio risale al 1823, ma il nome attuale arriva solo nel 1892, quando il proprietario del tempo, Ivan Pavlović, esperto nel commercio di oggetti religiosi, voleva chiamarla “Alla Cattedrale”, scatenando le proteste delle autorità ecclesiastiche. Allora cosa fece? 

 

Appese un punto interrogativo come soluzione provvisoria, in attesa che le acque si calmassero, ma ai belgradesi il nuovo nome piacque così tanto che è rimasto fino a oggi. Dal 1981 la kafana è tutelata come monumento culturale. 

 

Il menù è quello della cucina serba tradizionale: personalmente ho provato la karađorđeva šnicla, una cotoletta di vitello, maiale o pollo arrotolata e farcita di kajmak, una crema leggermente salata, poi impanata e fritta.

Karađorđeva šnicla, cotoletta impanata ripiena di kajmak, con patatine fritte, salsa tartara e insalata
L'insegna con il punto interrogativo sulla facciata della kafana "?", la più antica di Belgrado
Sarma, involtini di cavolo con carne, serviti con purè di patate in un tegame di coccio alla kafana "?" di Belgrado
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Giorno 2: la Belgrado brutalista e contemporanea, da Novi Beograd ai Silosi

Il secondo giorno a Belgrado puoi dedicarlo alla città del Novecento: dai grandi edifici brutalisti di Novi Beograd a quelli che mostrano le cicatrici lasciate dai bombardamenti del 1999 (tra marzo e giugno di quell’anno, durante la guerra del Kosovo, la NATO bombardò per 78 giorni l’allora Repubblica Federale di Jugoslavia, colpendo anche diversi edifici nel centro della capitale), fino a un ex complesso industriale trasformato in spazio culturale. 

 

Le distanze sono più ampie rispetto al giorno 1, ma c’è una buona notizia: a Belgrado gli autobus urbani sono gratuiti per tutti dal 2025, quindi basta salire a bordo, senza biglietto.

 

Giorno 2 in breve

 

  • Mattina: Novi Beograd, le Televizorke, l’edificio Coca-Cola e la Torre Genex
  • Pomeriggio: gli edifici bombardati dalla NATO e il Belgrade Waterfront
  • Tardo pomeriggio: i Silosi sul Danubio

Novi Beograd, la città del cemento

Se come me ami il brutalismo, raggiungi il quartiere di Novi Beograd, costruito dalla Jugoslavia socialista sulla sponda sinistra della Sava. 

 

Questa zona di Belgrado è divisa in blocchi (blokovi) numerati. Nel progettarla, infatti, gli urbanisti si ispirarono al concetto di “Ville Radieuse” (la “Città Radiosa”) di Le Corbusier: da qui i grandi viali, la suddivisione in quartieri-blocchi e i palazzi alti immersi in ampi spazi verdi.

 

Quando e se deciderai di raggiungere questi blocchi, fallo con rispetto: sono luoghi abitati, dove esistono ancora comunità reali, non attrazioni turistiche. Per esempio, fuori dalla porta della Torre Genex c’è un cartello dove si chiede ai turisti di non entrare, segno che molto probabilmente chi viene qui a fare foto oltrepassa limiti che non devono essere superati. 

La Torre Genex, o Porta Occidentale di Belgrado, con le due torri brutaliste e la torretta cilindrica del ristorante in cima
Facciata delle Televizorke a Novi Beograd, con le finestre a forma di schermo televisivo e i climatizzatori appesi all'esterno
L'insegna rossa della Coca-Cola sul tetto di un palazzo residenziale a Novi Beograd

La Torre Genex

Impossibile non notarla, la Torre Genex è il simbolo assoluto del brutalismo cittadino. Situata nel Block 33, è alta 154 metri ed è composta da due torri, una destinata agli uffici (credo non più in uso) e l’altra agli appartamenti residenziali (molti abitati), collegate in cima da un ponte.

 

Vista dal basso, con le sue linee massicce e la “testa” che unisce le due torri, è davvero impressionante. 

Le Televizorke e l’edificio Coca-Cola

Probabilmente sarei dovuta restare a Belgrado un’intera settimana per riuscire a vedere dal vivo tutti gli edifici più interessanti! In soli due giorni ho dovuto scegliere e ho deciso di fare tappa in questi due. 

 

Il primo è Televizorke, due edifici residenziali del Blok 28 diventati tra i simboli del brutalismo di Belgrado. Progettate dall’architetto Ilija Arnautović e costruite tra il 1970 e il 1974, devono il loro soprannome alle finestre, che ricordano proprio la forma di schermi televisivi.

 

Il secondo è “l’edificio Coca-Cola“, riconoscibile per la grande insegna rossa montata sul tetto. Questo, più che una contraddizione, è il segno di una Jugoslavia che, dopo la rottura con l’Unione Sovietica, guardò agli Stati Uniti come modello per la cultura e i consumi, pur restando un Paese socialista. Non a caso la storica Radina Vučetić ha raccontato questa stagione in un libro dal titolo eloquente: Koka-kola socijalizam, il “socialismo della Coca-Cola”, una vita quotidiana fatta di ideologia comunista in un involucro capitalista.

Gli edifici bombardati dalla NATO e il Belgrade Waterfront 

Tornando verso il centro, in via Kneza Miloša, si incontra uno dei luoghi più forti di Belgrado: l’ex Stato Maggiore (Generalštab), capolavoro del modernismo jugoslavo progettato da Nikola Dobrović, colpito dai bombardamenti NATO del 1999 e mai ricostruito. 

 

A pochi minuti, lungo la Sava, il contrasto non potrebbe essere più netto: è il Belgrade Waterfront (Beograd na vodi), il grande progetto di grattacieli di lusso, residenze, uffici e centri commerciali che sta cambiando lo skyline della città. Per alcuni è il simbolo della Belgrado che guarda al futuro, per altri un progetto calato dall’alto e molto contestato.

 

Il rischio che gli edifici dell’epoca jugoslava scompaiano da Belgrado è sempre dietro l’angolo.

I Silosi, l’anima alternativa sul Danubio

Sicuramente, uno dei luoghi più interessanti scoperti a Belgrado è Silosi, un ex complesso industriale affacciato sul Danubio trasformato in un luogo di socialità e cultura.

 

Situati sul lungofiume di Dorćol, sono riconoscibili dai loro silos monumentali alti 28 metri e valorizzati con bellissimi murales firmati dalle street artist Saška TKV e Jana Danilović. Qui si tengono mostre, concerti, proiezioni all’aperto e serate con DJ, e l’ingresso alle esposizioni è di solito gratuito. Accanto ai silos c’è anche un bar sul fiume, perfetto per chiudere la giornata con un drink guardando il Danubio. 

 

I Silosi si raggiungono a piedi dal centro in una ventina di minuti; nelle vicinanze non ci sono fermate dell’autobus, per questo molti preferiscono prendere un taxi o usare l’app CarGo, ossia l’equivalente serbo di Uber.

I silos in cemento del complesso Silosi sul lungo Danubio di Belgrado, con una grande scritta rossa dipinta su un lato
I murales colorati con figure femminili e motivi floreali dipinti sui silos del complesso Silosi a Belgrado
Il bar all'aperto ai piedi dei Silosi di Belgrado, con tavoli di legno rossi e persone sedute al sole del tardo pomeriggio
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Dove si trova Belgrado e come arrivare

Belgrado, capitale della Serbia, sorge nel punto in cui la Sava si getta nel Danubio, nel cuore dei Balcani. Puoi raggiungerla facilmente con un volo diretto di circa un’ora e mezza. 

 

L’aeroporto Nikola Tesla si trova a circa 18 chilometri dal centro. Per arrivare in città hai diverse opzioni: 

 

  • Autobus 72: è gratuito, come tutti i mezzi pubblici urbani di Belgrado, ma è il più lento, perché ferma spesso prima di arrivare al capolinea di Zeleni Venac, in pieno centro.
  • Minibus A1: è a pagamento, ma più comodo e veloce; collega l’aeroporto a Piazza Slavija, con una fermata a Novi Beograd, in circa 30-40 minuti.
  • App CarGo: è l’equivalente serbo di Uber
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Qual è il periodo migliore per visitare Belgrado?

Il periodo migliore per visitare Belgrado è la primavera, da aprile a giugno, oppure l’inizio dell’autunno, tra settembre e ottobre: le temperature sono piacevoli, perfette per camminare tanto come richiede questo itinerario.

 

L’estate è molto calda (non a caso i climatizzatori sono ovunque!), ma è anche la stagione più vivace, con la vita che si sposta sul fiume. Io ci sono stata ad agosto e il caldo può diventare parecchio intenso.

 

L’inverno invece è freddo e spesso grigio, anche se ha il suo fascino per chi ama le kafane e le atmosfere delle architetture brutaliste. 

Strada pedonale del centro storico di Belgrado con lampioni in ferro, vasi di piante e palazzi ottocenteschi
Padiglione storico con tetto a scacchi rossi e bianchi accanto a una fermata dell'autobus nel centro di Belgrado
Viale del centro di Belgrado al tramonto, con la luce calda che illumina le facciate dei palazzi
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Quanti giorni ci vogliono per visitare Belgrado?

Se hai poco tempo a disposizione, pianifica un viaggio di due giorni come ho fatto io. Se hai più tempo, con 3 o 4 giorni puoi vivere la città con più calma e aggiungere una gita fuori porta, per esempio a Novi Sad, la seconda città della Serbia.

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Come muoversi a Belgrado

Il centro storico di Belgrado si gira comodamente a piedi, mentre per le distanze più lunghe, come Zemun e Novi Beograd, la soluzione migliore sono i mezzi pubblici. Dal 1° gennaio 2025 autobus, tram e filobus urbani sono gratuiti per tutti, turisti compresi: basta salire a bordo.

 

In alternativa ci sono i taxi e l’app CarGo, molto diffusa e comoda. Ti tornerà utile, per esempio, per raggiungere i Silosi, che non hanno fermate dell’autobus nelle vicinanze. 

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Dove dormire a Belgrado

Per un itinerario a piedi come questo, la zona migliore dove dormire a Belgrado è il centro storico (Stari grad), tra Piazza della Repubblica, Knez Mihailova e la fortezza: hai tutto a portata di mano e la sera puoi rientrare senza mezzi. Un’ottima alternativa è Dorćol, il quartiere che scende verso il Danubio, più tranquillo e pieno di locali e café. 

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A Belgrado si accettano gli euro?

La valuta ufficiale della Serbia è il dinaro serbo (RSD), ma per pagare nei negozi, nei ristoranti e nei locali puoi usare la carta. 

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Cosa mangiare a Belgrado: i piatti tipici e dove provarli

La cucina serba è sostanziosa (e come potrebbe essere altrimenti, considerando che siamo nei Balcani?) e offre sia piatti a base di carne che verdure. 

 

Tra le specialità tipiche da provare a Belgrado ci sono i ćevapi, piccoli involtini di carne macinata alla griglia, la pljeskavica, una sorta di grande hamburger speziato, la sarma, involtini di cavolo ripieni di carne e riso, e il burek, la sfoglia ripiena di carne o formaggio. 

 

Non mancano mai il kajmak, la crema di latte che accompagna quasi tutto, e l’ajvar, una salsa di peperoni arrostiti. E naturalmente la karađorđeva šnicla, che ho assaggiato alla kafana “?”.

 

Il posto migliore per provarli è una kafana, la taverna tradizionale serba: oltre alla kafana “?”, la più antica della città, ne trovi tante a Skadarlija, il quartiere bohémien di Belgrado, dove si cena tra strade in ciottoli e musica dal vivo. 

 

Per una pausa caffè, invece, ti consiglio Baristro a Zemun: dagli arredi mid century-modern come piacciono a me e specialty coffee deliziosi, soprattutto quelli con ghiaccio, ideali per l’estate.

Angolo del Baristro a Zemun con lampade gialle, una vecchia radio in legno e mensole con bottiglie di fritz-kola
Caffè freddo con ghiaccio in un bicchiere a righe, servito su un vassoio al Baristro di Zemun
Angolo con panca bianca, cuscini gialli e tavolini rotondi in legno all'interno del Baristro, café di Zemun
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Internet a Belgrado: roaming, SIM ed eSIM

La Serbia non fa parte dell’Unione Europea, quindi non vale il “roaming like at home”: se usi la tua SIM italiana senza un’offerta dedicata, chiamate e soprattutto dati possono costare molto. Le soluzioni sono due: 

 

La più comoda è un’eSIM, da acquistare online e attivare prima della partenza, così appena atterri sei già connesso. L’altra è una SIM locale, che trovi nei negozi dei principali operatori serbi (Yettel, A1 e mts) e spesso anche in aeroporto, con pacchetti dati per turisti a prezzi convenienti; per l’acquisto tieni a portata di mano un documento d’identità.

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